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Barolo
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Tipologia
  1. Rosso (10)
Regione
  1. Piemonte (10)
Denominazione
  1. DOCG (10)
Formato
  1. cl.75 (10)

Barolo

Ah, il Barolo! Il Re dei vini e il vino rosso dei Re, potente, austero e sobrio, è un vino che vive di sfumature e dettagli, differenti da zona a zona. Ogni terra rende diverso il vino e lo pennella di tratti più o meno marcati ma quello che accomuna ogni etichetta è l’indiscutibile longevità di questo Campione, in grado di prendersi gioco degli anni che passano, quasi facendosi beffe del tempo!
La sua terra d’elezione è il meraviglioso scenario delle Langhe, da poco patrimonio dell’UNESCO, termine che secondo alcuni studiosi deriverebbe da "Langues" che non sono altro che delle lingue di terra che si estendono in un vivace gioco di profili, modulati dal mutare delle stagioni.
Dal punto di vista geologico, le Langhe hanno origine nell'Era Terziaria, iniziata quasi 70 milioni di anni fa. La marna tufacea bianca caratterizza l’area di produzione, sulle colline che dominano il fiume Tanaro. Il terreno di cui è composto il territorio appartiene a quelle formazioni geologiche conosciute con il nome di "terreno tortoniano” e “terreno elveziano”, uno dei 14 strati dai quali è formata la pila dei terreni sedimentari che compongono il bacino terziario del Piemonte.
La differente composizione del terreno da origine a vini con caratteri ben definiti: all’Elveziano, ricco di marne grigie brune molto compatte, appartengono i comuni di Serralunga d’Alba, Monforte e Castiglione Falletto.
Da queste zone si ottiene un Barolo strutturato, alcolico, atto ad una lunga conservazione; al Tortoniano, ricco di marne azzurre, meno compatte, appartengono i comuni di La Morra e Barolo.
Il Barolo ottenuto è meno strutturato, di eccezionale finezza olfattiva e adatto a un invecchiamento più limitato.
Di colore rosso granato con riflessi aranciati, violetta, terra bagnata, tabacco e tostatura sono le note olfattive inconfondibili del vino Barolo, mentre il gusto è caldo, avvolgente e potente, eppure sussurrato ed elegante.

Le zone originarie delle uve per la produzione di Barolo comprendono diversi territori diffusi in diversi Comuni come il Comune di Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba e una parte delle località che sorgono nei Comuni di La Morra, Monforte d’Alba, Roddi, Verduno, Cherasco, Diano d’Alba, Novello e il Comune di Grinzane Cavour nella Provincia di Cuneo.

Da disciplinare si richiede un invecchiamento di almeno 38 mesi a decorrere dal 1º novembre dell'anno di produzione delle uve, di cui almeno 18 mesi in botti di legno.
È importante sottolineare che, sebbene i comuni indicati siano molto vicini tra loro, esistono delle differenze significative che contraddistinguono i vini prodotti nelle varie località; l’uva Nebbiolo viene coltivata nella zona del Barolo da tempo incalcolabile, ma è grazie alla testardaggine di Camillo Benso Conte di Cavour e di Giulia Colbert Falletti, ultima marchesa di Barolo, che si cominciò a produrre, a metà dell'Ottocento un vino incredibilmente ricco ed armonioso, destinato a diventare l'ambasciatore del Piemonte nelle corti di tutta Europa.
A rendere importante il Barolo era ed è la sua struttura che esprime un bouquet complesso e avvolgente, in grado di svilupparsi nel tempo senza perdere le sue caratteristiche organolettiche.
Dal celebre brasato ai formaggi più stagionati, il Barolo è un assaggio che non può mancare nel bagaglio degustativo di qualunque appassionato!

Come servire il Barolo e con cosa si abbina a tavola?

Solitamente una bottiglia di Barolo si apre a tavola in un momento conviviale tra amici e di sicuro scegliendo questo vino online, difficilmente deluderete i vostri ospiti.
La sua apertura necessita solo di qualche piccola accortezza, è bene infatti far decantare per bene (almeno un paio di ore) il Barolo che ha goduto di un lungo periodo di invecchiamento, prima di essere servito in un calice abbastanza ampio, cosi da ossigenare accuratamente e sprigionare tutti i suoi profumi e sapori.

L’abbinamento con il giusto piatto non è da sottovalutare, è consigliato infatti mantenere un livello piuttosto alto anche in cucina, quando si sceglie di degustare un vino di tale spessore.
Che si tratti di un primo piatto o di un secondo, la regola sta nell’impiego di materie prime di qualità anche dai sapori decisi, che si andranno a mescolare bene con i profumi del Barolo creando una perfetta armonia. Consigliati i primi piatti a base di tartufo, bianco o nero, mentre per i secondi, piatti a base di cacciagione o per andare sul sicuro piatti della tradizione tipica del luogo dove viene prodotto il Re dei vini.

Questi piatti hanno come denominatore comune dei profumi particolarmente marcati che al tempo stesso possono competere perfettamente con i sapori decisi del Barolo.

Il Barolo può essere utilizzato anche per la realizzazione di alcune ricette come arrosti e stracotti ma anche risotti dal sapore intenso. Questo vino è ottimo anche utilizzato nella preparazione di ricette a base di anguilla.

Il Barolo può davvero fare la differenza a tavola e non solo, è infatti perfetto anche come vino da aperitivo e lontano dai pasti, le sue differenti sfumature si faranno apprezzare facilmente in ogni occasione.

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