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    Gaja

    Vini Gaja

    La famiglia Gaja ha iniziato a produrre vino a Barbaresco, nelle Langhe, già nel 1859 e il suo marchio è, ormai da decenni, sinonimo di eccellenza, non solo riguardo ai vini piemontesi, ma di tutto il made in Italy. Il sensibile sviluppo dell'azienda avviene grazie a Giovanni Gaja, il quale amplia il patrimonio di vigneti che oggi rappresentano i gioielli di famiglia, i cru Sorì San Lorenzo, Costa Russi, Sorì Tildin e Darmagi, dai quali il figlio Angelo ha creato i suoi capolavori. Oggi il brand conta 92 ettari di proprietà condotti nel pieno rispetto della natura e dell'ecosistema, per una produzione media di circa 350.000 bottiglie all'anno. Etichette preziose che rispecchiano perfettamente la personalità di Angelo e la sua idea di fare il vino, ovvero quella secondo cui "un vino deve prima di tutto piacere all'artigiano che lo produce e, quindi, deve saperlo raccontare". Ma non è tutto. Angelo, grazie anche al costante appoggio della moglie Lucia, ha avuto il merito di innovare le tradizioni ed apportare nuove metodologie produttive: dall'abbattimento delle rese per ettaro, ad un maggiore controllo della temperatura di fermentazione, fino ad un accurato utilizzo della barrique e di tappi più lunghi. É in questo modo che è riuscito a tenere il passo con i tempi, rispettando le tradizioni, ma senza fossilizzarsi su di esse, come la stessa veste nera e bianca delle bottiglie ci fa capire: il nero è il passato, andato, intoccabile ("sul nero non ci puoi scrivere.."), mentre il bianco rappresenta il futuro. Futuro che un giorno sarà consegnato ai suoi tre figli, Gaia, Rossana e Giovanni. Sulla base di queste premesse, Gaja è oggi considerato un vero mostro sacro del vino, identificandosi soprattutto nel suo pluripremiato Barbaresco, esemplare straordinario e dalla grande longevità che, annata dopo annata, fa storia, nonché nella mitica linea Langhe DOC, dagli storici Cru di famiglia, capaci di esprimere tutto il fascino di questo territorio. Uno stile unico ed inconfondibile che ha conquistato anche la Toscana, con i tagli bordolesi di Bolgheri espressi nel "Ca' Marcanda", autentica opera d'arte, e nel "Promis", una sorpresa emozionante.

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