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    Altura Vigneto

    Vini Altura Vigneto

    Francesco Carfagna, classe 1951, ama definirsi ‘professore di matematica ma soprattutto capomastro rurale’, vignaiolo, oste, un uomo coraggioso che nel mezzo della sua vita si è trovato ad inseguire e realizzare il suo sogno: ridare vita ad alcuni antichi vigneti dell’isola del Giglio. Questa meravigliosa ossessione ha il volto di ettari ed ettari di tralci che scendono lungo i fianchi dell’isola, incastrando le loro radici tra le rocce in una situazione vitivinicola tanto estrema quanto eroica! Tutto questo non ha impedito a Carfagna (anzi, se possibile lo ha incentivato) di recuperare 4 ettari tra i più antichi terrazzamenti, creare nuovi muretti a secco e riuscire a produrre qualche quintale di uva per il più tradizionale vino dell’isola: l’Ansonaco. Una sfida vinta con successo se si considera che l’obiettivo iniziale era di produrre 3.000 bottiglie e, ad oggi, si parla di almeno il doppio. Numeri ‘piccoli’ ma significativi quelli di Vigneto Altura, espressi attraverso un vino tradizionale, puro che sa essere genuino ma moderno, ricavato da 4 ettari ad alberello basso (per combattere il forte vento dell’isola) a ridosso del mare, su un terreno acido e sabbioso; nessun trattamento sulle piante, solo letame di vacca, inerbimento tra i filari con erbe selvatiche, fiori e trifoglio e zolfo scorrevole, qualche volta, fra aprile e giugno. Oltre all’autoctono Ansonico, Altura Vigneto coltiva anche Sangiovese, vecchi biotipi di Trebbiano, Malvasia e Moscato creando vini vivi, che maturano ed evolvono costantemente, etichette che si adattano ad un invecchiamento anche piuttosto lungo perchè il vino di Carfagna si regge sulle sue forze, vivo, libero e naturale, un vino ‘che si beve’!

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